7 gioielli in casa e 23 per cento crede al credito su pegno

Rainer Steger

Storicamente i siciliani conservano in casa un piccolo tesoro in gioielli di alta gamma, spesso regali o cimeli di famiglia, il cui reale valore è poco conosciuto.

Ognuno possiede in media 7 preziosi, ma ben 2/3 ne utilizzano meno di 5 all’anno. Solo il 20 per cento dichiara di saperne stimare con precisione il valore, mentre 2/3 riporrebbero fiducia in una certificazione rilasciata da una società di credito su pegno.

Questo servizio è visto come una risorsa preziosa: 6 siciliani su 10 considererebbero il credito su pegno per affrontare spese impreviste, e 1 su 5 lo utilizzerebbe per realizzare un desiderio o un progetto personale.

Sono questi i principali risultati del Rapporto Affide – BVA Doxa Gli italiani, i gioielli e il loro valore, che analizza la ricchezza degli italiani in gioielli e preziosi, esplorando al contempo gli insight, le abitudini e le intenzioni nei confronti del credito su pegno e del mercato dei gioielli di seconda mano. 

Dall’analisi emerge che solo il 70 per cento degli intervistati conosce il credito su pegno. A dimostrazione della scarsa familiarità con questo servizio, meno della metà degli intervistati (47 per cento) è consapevole che sia possibile riottenere il proprio bene.

“Si tratta di una percezione che contrasta con la realtà. Infatti, ben il 95 per cento dei nostri clienti riscattano il loro pegno. – spiega Rainer Steger, direttore generale di Affide –

È quindi essenziale informare i cittadini sull’esistenza e sul funzionamento di forme di finanziamento alternative al canale bancario, che possono offrire una risposta immediata alle necessità urgenti, riducendo il rischio di ricorrere a soluzioni illegali come l’usura”.

È significativa la quota di siciliani che sceglie di acquistare gioielli di seconda mano: il 17 per cento ha adottato questa opzione, attratto sia dai vantaggi economici che dalla sostenibilità.

Inoltre, spicca che il 60 per cento dei siciliani vede l’acquisto di gioielli pre-loved come un’opportunità di investimento strategico, particolarmente rilevante in un contesto di incertezza economica. Il periodo post-pandemico ha, infatti, rafforzato l’importanza della sicurezza finanziaria e dei beni rifugio come l’oro.

“Questi trend si riflettono positivamente nell’attività svolta da Affide – sottolinea Steger –. Con oltre 35.000 gioielli venduti ogni anno nelle aste, siamo una realtà consolidata nel settore.

Ed è grazie alla trasparenza e all’esperienza dei nostri stimatori che i clienti possono contare sulla sicurezza di un acquisto di valore, accedendo a gioielli unici con un alto potenziale di investimento”.

Proprio l’affidabilità del credito su pegno, un servizio regolato e vigilato dalla Banca d’Italia, spinge i siciliani a sceglierlo per trarre profitto dai propri preziosi con iI 23 per cento degli intervistati che opterebbe per questa soluzione. 

“La crescente fiducia verso il credito su pegno ci motiva a investire nell’innovazione del nostro modello di servizio, puntando su trasparenza, rapidità e accessibilità. – spiega Steger –

Con iniziative come la valutazione gratuita dei gioielli e soluzioni digitali ,– conclude – confermiamo il ruolo di Affide (parte del gruppo Dorotheum ndr) come punto di riferimento nel credito su pegno e nelle aste di preziosi, unendo tradizione e modernità”. (Redazione)

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