500 docenti partecipano a corso di educazione civica

Enrico De Nicola firma la Costituzione italiana a palazzo Giustiniani il 27 dicembre 1947

(Redazione) Si è conclusa il 10 dicembre scorso, Giornata Mondiale dei Diritti Umani, la prima edizione dell’offerta formativa che il Robert F. Kennedy Human Rights Italia, in collaborazione con Amnesty International Italia, Fondazione Lelio e Lisli Basso, Cospe Onlus e ReDu, ha voluto offrire ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado per affrontare l’insegnamento dell’educazione civica, che la Legge 92/2019 ha reso obbligatoria a partire da questo anno scolastico.

CivicAttiva. L’educazione civica a scuola. Storie, valori e volti, questo il titolo del corso online di 33 ore accreditato al Miur (Dir. 170/2016) che si è svolto sulle piattaforme Microsoft Teams (per il sincrono) e WeSchool (per l’asincrono), ha affrontato tutte le tematiche indicate dal Ministero dell’Istruzione: la Costituzione Italiana ed il suo rapporto con le carte internazionali, l’educazione ai diritti umani ed allo sviluppo sostenibile, l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, il contrasto al discorso d’odio e il ripensare gli ambienti di apprendimento durante l’emergenza covid-19 e si è concluso con una sessione plenaria cui hanno partecipato 500 docenti collegati.

E’ stata l’agenzia Ipsos a progettare un questionario anonimo per valutare il livello dell’offerta formativa e comprendere il grado di soddisfazione, ma anche le opinioni sull’importanza dell’insegnamento dell’educazione civica a scuola.

Dal campione intervistato, composto da più dell’80 per cento da docenti di ruolo, emerge la consapevolezza dell’importanza dell’insegnamento dell’educazione civica a scuola: il 97 per cento considera questa materia di valore e quasi il 70 per cento sostiene che sia meglio quanto integrata ad altri insegnamenti.

Più della metà dei docenti ha dichiarato che il principale motivo di iscriversi al corso sia stata la necessità di imparare metodologie e tecniche per l’insegnamento della materia, mentre quasi tutta la restante metà necessitava di acquisire o approfondire i contenuti di questa. Obiettivi raggiunti, quindi, considerato che il 90 per cento degli intervistati si è detto molto soddisfatto del corso e quasi la totalità ritiene di aver attinto a materiali utili per lo svolgimento della propria professione.

Infine, emerge la voglia di continuare ad approfondire le tematiche affrontate in più del 70 per cento degli intervistati, dando largo spazio all’utilizzo dei prodotti multimediali considerati necessari per potenziare l’educazione ai diritti umani da più dell’80 per cento. L’educazione civica ha bisogno quindi di strumenti e, chiaramente, i prodotti multimediali sono tra i più preziosi in particolare nell’ultimo e difficile anno in cui hanno coadiuvato i docenti nel loro lavoro quotidiano. (Redazione)

 

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