3 questioni per il Comune

Decentramento, servizi e infrastrutture sono 3 questione aperte per il Comune

Decentramento, servizi e infrastrutture sono le tre grandi questioni che la nuova amministrazione comunale dovrà affrontare da subito.

Il primo è un antichissimo tema, mai sviluppato se non a parole. Si parla di decentramento da almeno 50 anni ma fu il protagonismo dei sindaci dei primi anni Novanta del secolo scorso che mise al centro i municipi e questo salvò non solo le amministrazioni ma anche le comunità. Non si riuscì mai, però, a legare risorse, responsabilità e territori su base locale e più si scende nei dettagli, più diventa difficile. Ma ora è venuto il tempo di provarci.

Servizi: ovvero energia, trasporti, acqua, e soprattutto gestione dei rifiuti. Sia sotto il profilo delle risorse umane sia sotto quello dell’organizzazione, la tradizione della quinta città d’Italia non ha nulla da invidiare ad altre realtà italiane o financo europee. Ma, negli ultimi anni, si è perso del tempo e – in questi settori – pochi anni o mesi di crisi gestionale possono risultare fatali. La capitale della Sicilia ha potenzialità enormi, ma molto dipende anche dal rapporto che la nuova giunta comunale saprà creare con l’amministrazione regionale, con lo Stato e, soprattutto, con l’Europa.

Infine le infrastrutture, sulle quali si deve fare un lavoro enorme, continuando a insistere sul porto e sulle interconnessioni, ma senza dimenticare le manutenzioni. Si tratta di quell’attività che richiede costanza, controllo del personale, che non da ritorni immediati in termini di consenso e, proprio per questo, più difficile da realizzare. Ma che fa la differenza tra una città protesa verso il cittadino e una solo utile a chi governa e ai suoi amici. (Sergio Scialabba)

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L’insostenibile leggerezza del Comune