26 aprile: ritorno alla normalità

Who’s Denilo on Unsplash

Le misure del governo – che individua la data del 26 aprile 2021 – invertono (finalmente) la strada che la pandemia ha costretto il mondo ad imboccare alla fine del 2019. Dal mondo dello sport a quello dello spettacolo, dalla cultura al sociale, tutti gli ambienti in trepidante attesa.

Il ritorno graduale all’attività normale di palestre, piscine, stadi, teatri, sale da concerto e musei è subordinato al rispetto delle regole da parte di tutti e, parallelamente, al decollo della campagna di vaccinazione che andrà avanti fino all’autunno.

L’obiettivo deve essere colpito rapidamente con la disponibilità dei vaccini e raggiungendo in modo molto capillare la popolazione. Ora nel territorio di Palermo si può andare anche in due shopping center: il Centro Commerciale La Torre e il Poseidon di Carini che si prestano particolarmente vedi Al Poseidon puoi dare una mano alla Croce Rossa. Ma quale scenario aspetta la capitale della Sicilia è la domanda che aleggia nell’aria insieme con il virus perchè, certamente, tantissimo non sarà più come prima.

Il primo test sarà l’estate. L’emergenza sanitaria viene percepita da molti osservatori come l’evento che sigilla la chiusura della globalizzazione. Ritornerà un tempo nel quale i confini nazionali e locali sono definiti in modo più rigido. Prepariamoci a qualcosa di nuovo rispetto al turismo fondato sulle enormi opportunità offerte dalla tecnologia: liberalizzazione dei prezzi, illimitata possibilità di scelta delle destinazioni, dell’offerta e dell’ospitalità.

Non tutto di quel che è accaduto ha fatto bene alle città d’arte italiane. E non solo perchè non sempre i turisti vengono destinati verso quello che cercano o desiderano. Ma anche perchè questi luoghi – tra i quali si annovera la capitale della SIcilia – non accolgono ne i turisti che meritano e neanche quelli che occorrono.

Si tratta di ripensare il modello di turismo secondo i criteri che la pandemia sta individuando, costringendo gli operatori a fare di necessità virtù vedi Turismo: fare di necessità virtù ovvero richiamando turisti locali invece di turisti stranieri, turismo più selettivo e meno di massa.

Il mondo che la pandemia archivia non faceva più bene alle persone e alla società e nella stessa misura il turismo prodotto dal quel mondo non faceva più bene alle città. Palermo è bisognosa di cure e di attenzione e non occorrono turisti “mordi e fuggi” ma attratti da quanto di diverso può offrire rispetto ad altre destinazioni. Nella ricerca di questa diversità c’è la chiave per capire dove si è inceppato il meccanismo che ha tolto valore al lavoro, all’ambiente, al patrimonio artistico e culturale e, anche, a ciascuno di noi. (Sergio Scialabba)

vedi

Cosa cambia in città dopo il coronavirus (di Sergio Scialabba)