23 luglio, segna questa data

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Con lo scioglimento delle Camere da parte del premier spagnolo Pedro Sanchez e procedendo alla convocazione di elezioni generali per domenica 23 luglio, la Spagna diventa in modo palese lo snodo politico europeo. E’ dove il sole picchia più duro che si chiariscono le differenze e si cercano le convergenze in vista di futuri equilibri.

Una complessa operazione, ma fattibile e ambiziosa, cerca di avvicinare il centro e la destra negli schieramenti politici in paesi europei chiave come Germania, Italia e Spagna. Una possibilità che vede parallelamente un gran fermento nel mondo cristiano e inedite dinamiche in Francia, paese in cerca di identità ma dove la politica è pane quotidiano e la presidenza Macron contiene i maggiori elementi di eccentricità.

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Nell’area socialista si sono prodotte le più gravi conseguenze dei recenti rivolgimenti, legati sia alla pandemia che alla guerra, ma figlie di un percorso lungo decenni fatto di esperimenti più o meno riusciti sia sul piano interno che internazionale, sia economici che sociali.

Interessante il raffronto con Israele, dove la sinistra ha prima contribuito decisamente alla costruzione dello Stato nazionale per, poi, segnare il passo, ben prima che altrove.

Quasi una anticipazione dei tempi, uno sfasamento rispetto alla dinamica europea che vede oggi nell’unica democrazia del Vicino Oriente, interlocutore indispensabile, uno spostamento a destra molto marcato ma inevitabile e giustificato. E che può essere assunto come modello di riferimento. (Sergio Scialabba)

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Tutti guardano a Madrid