1.000 presenze e più all’edizione 2025 del convegno Anra

Immagine di Declan Sun per Unsplash

Si è concluso dopo una intensa maratona di 2 giorni il 24esimo convegno Anra – Associazione Nazionale Risk Manager e Responsabili Assicurazioni Aziendali.

Quest’anno ha registrato oltre 1.000 presenze, confermandosi il principale appuntamento italiano dedicato alla cultura del rischio e alla gestione dell’incertezza.

L’edizione 2025 ha posto al centro del confronto il tema della policrisi e dell’incertezza globale: un contesto in cui eventi economici, geopolitici, climatici e tecnologici si intrecciano, generando scenari sempre più complessi per imprese e istituzioni.

“Il Convegno Anra anche quest’anno ci ha ricordato che ogni voce, ogni esperienza, ogni intuizione può fare la differenza.

– dichiara la presidente Gabriella Fraire a chiusura del più importante evento dell’Associazione –

Oggi più che mai, abbiamo bisogno di un’azione collettiva. Un impegno comune per costruire una cultura del rischio più consapevole, più integrata, più efficace e questo appuntamento rappresenta il nostro contributo a questo percorso“.

La 2 giornate di lavori ha messo un’enfasi particolare sul coinvolgimento di voci diverse: accademici, giuristi, assicuratori, consulenti, rappresentanti di altre associazioni professionali di categoria, giornalisti, professionisti.

Sono stati coinvolti al tempo stesso speaker internazionali in 22 sessioni, durante le quali sono state condivise riflessioni e best practice su come rafforzare la resilienza organizzativa, integrare la gestione del rischio nei processi decisionali e costruire strategie sostenibili, capaci di affrontare sfide sistemiche ed interconnesse.

“Il risk management deve permettere alle organizzazioni non di evitare i rischi, ma di prendere rischi migliori o prendere la parte migliore dei rischi: sbloccare investimenti e costruire fiducia con gli stakeholder.

– spiega il presidente del Comitato Tecnico Scientifico, organo Anra predisposto alla definizione dei contenuti dell’evento, Maurizio Castelli –

Si tratta di indirizzare risorse scarse verso opportunità con il miglior profilo rischio-rendimento, e garantire continuità di fronte alle discontinuità“.

L’appuntamento si conferma, così, un punto di riferimento per la community dei professionisti del rischio, un luogo di dialogo e confronto sui nuovi paradigmi della gestione del rischio in un’epoca di cambiamenti strutturali e interdipendenze globali. (Redazione)

vedi

Blank (Gruppo Crédit Agricole): un anno al di qua delle Alpi